Cenni storici sulle Canarie

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Cenni storici sulle Canarie

Le Isole Canarie hanno origine vulcanica ed iniziarono ad emergere dal fondo dell’oceano Atlantico in seguito ad una fervente attività magmatica. Il processo di formazione risale a 23 milioni di anni fa (periodo Miocenico). La Gomera, Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote, sono le isole più antiche dell’arcipelago. Probabilmente, i primi abitanti dell’arcipelago (ed in particolare dell’isola di Tenerife) furono i guanci, indigeni aborigeni che, nel Medioevo (quando arrivarono i primi esploratori) vivevano ancora in caverne o in semplicissime abitazioni.

L’arcipelago delle Canarie era noto anche a Fenici e Cartaginesi, ma a causa della sua collocazione, era conosciuto solo in modo approssimativo al mondo classico; infatti sia Plinio il Vecchio che Claudio Tolomeo ne parlano sommariamente.

Con la caduta dell’impero romano, l’arcipelago delle Canarie perse qualsiasi contatto con l’Europa cristiana e solo alcune popolazioni berbere originarie del Nord Africa crearono degli insediamenti stabili e si dedicarono all’ agricoltura ed all’ allevamento di sussistenza. Poco dopo il 1310 il genovese Lanzarotto Malocello, approdò sull’isola che oggi porta il suo nome (Lanzarote), forse per reperire informazioni (per conto della Repubblica di Genova) circa gli esploratori dispersi Ugolino e Vadino Vivaldi.

Qualche anno più tardi, le Canarie furono raggiunte, ed esplorate in lungo ed in largo, prima da una spedizione di Angiolino de’ Corbizi e Nicoloso da Recco (inviati da Alfonso IV del Portogallo) e poi dai catalani. I primi portarono un documento di viaggio di grande importanza: il “De Canaria et insulis reliquis ultra hispaniam noviter repertis” (firmato da Giovanni Boccaccio) che descrive i Guanci, la loro lingua (che variava da isola in isola) ed i loro costumi.

Nonostante l’arcipelago delle Canarie non fosse particolarmente ricco di risorse naturali, immediatamente, scatenò il problema del possesso coloniale e già nel 1344 papa Clemente VI, ad Avignone, si accingeva ad eleggere principe delle “Isole Fortunate” don Luis de la Cerda, cugino del re portoghese Alfonso IV.

Più tardi, nel 1496, al culmine della Conquista (contrassegnata, tra l’altro dallo sterminio della pacifica popolazione dei Guanci), le Isole Canarie passarono sotto il controllo della Corona di Castiglia. Si assistette poi, alla progressiva colonizzazione delle varie isole ad opera di spagnoli, genovesi, portoghesi, inglesi, fiamminghi ed irlandesi che si occupavano della produzione e della commercializzazione dei diversi prodotti d’esportazione, (canna da zucchero, banane, pomodori, vino, patate e cocciniglie). Solo nella seconda metà del XIX secolo, l’arcipelago conobbe un vero sviluppo economico (trainato dalla seconda metà degli anni’ 50 dal turismo) che portò ad un importante processo d’urbanizzazione.

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